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Cingoli: il balcone delle Marche

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Adagiata sulla sommità del Monte Circe a 631 mt. s.l.m., grazie alla sua posizione panoramica sul territorio marchigiano, Cingoli è denominato il “Balcone delle Marche” e rientra tra i Borghi più belli d’Italia e nel Club delle Bandiere Arancioni. Da una vasta terrazza sulle mura castellane di origine medievale è infatti possibile godere la vista di gran parte del territorio marchigiano, con la cornice naturale, all’orizzonte, del mar Adriatico e del monte Conero. In origine municipium romano, Cingoli diede i natali al generale Tito Labieno e, in epoca più vicina a noi, a Papa Pio VIII. Il centro si caratterizza per il susseguirsi di palazzi nobiliari dai colori caldi degli intonaci e dai portali rinascimentali. Numerose sono le chiese da visitare: la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, la Chiesa barocca di San Filippo Neri, la Chiesa di San Niccolò e la Chiesa di San Domenico, che custodisce la grande tela della Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto. Fra gli edifici di architettura civile si segnalano il Palazzo Municipale, Palazzo Conti, Palazzo Puccetti e Palazzo Castiglioni, nel quale nacque papa Pio VIII. Da non perdere la visita al Museo Archeologico, che conserva le testimonianze del vicino sito di Moscosi, risalente all’età del Bronzo, e alla Pinacoteca Comunale “D. Stefanucci”. Fuori dalle mura cittadine sorgono la Collegiata di Sant’Esuperanzio, dalla bella facciata romanica, nel cui interno sono conservate numerose opere d’arte, e il Santuario di Santa Sperandia, la cui struttura originaria risale al XIII secolo e al cui interno si conserva il corpo della santa, nata a Gubbio ma vissuta e morta a Cingoli nel 1276.
Il territorio comunale di Cingoli è molto esteso, caratterizzato da un ricco patrimonio naturalistico e storico-architettonico. Suggestive per gli amanti della natura sono le passeggiate (a piedi e in bicicletta) che i boschi che attorniano Cingoli regalano: il percorso di Tassinete, quello del Monte Nero (che conduce all’antico eremo silvestrino), quello presso il Lago di Castreccioni (dove è presente un Parco Avventura) e quello che dalla Valle del Rio sale al Monte Acuto, luogo a cui è legata l’affascinante leggenda del Serpente e la tessitrice. Il Lago di Castreccioni per le sue dimensioni è non solo il più grande bacino artificiale della regione Marche ma anche di tutto il centro Italia. E’ inserito in un contesto naturalistico unico. Meta di rotte migratorie di molti uccelli acquatici, è diventato “Oasi Provinciale di Protezione Faunistica”. Inoltre, l’elevato valore naturalistico del bosco, grazie alla presenza di lecci e sclerofille sempreverdi, ha permesso all’area di essere riconosciuta come sito d’interesse comunitario.