Territorio

Valdaso: il Giardino delle Marche

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La Valle dell’Aso è un luogo colmo di storia, arte e tradizioni.
Terre di antichi saperi e sapori che serpeggino lungo le sponde del Fiume Aso (Asis in latino) la cui sorgente attraversa il suggestivo Comune di Montemonaco.
Morbide colline ricche di boschi, orti, vigneti e frutteti in fiore incastonati tra l’azzurro del mare e dei Monti Sibillini (detti “Monti Azzurri”).
Un paesaggio meraviglioso dove riecheggiano le voci dei suggestivi borghi medievali cullati tra i colori e i profumi di prodotti eno-gastronomici tipici, sagre e feste folkloristiche.

La “Tagliatella Fritta”, nata dall’idea di una cuoca Monterubbianese è il piatto tipico della zona, mentre prodotti enogastronomici caratteristici sono la Salsiccia Carassanese e il Ciauscolo con cui si preparano le prelibate “olive fritte ripiene con Ciauscolo” che si tramandano di generazione in generazione sin dal 1800.

Montemonaco

Montemonaco è un piccolo e prezioso borgo medievale dell’Appennino marchigiano la cui fondazione è attribuita a monaci benedettini nell’VIII secolo.

Le testimonianze architettoniche più antiche si ritrovano nelle porzioni del castello e delle mura duecentesche, nonché nella chiesa romanica di San Giorgio all’Isola risalente al X secolo.

Adagiato sul Parco Nazionale dei Monti Sibillini si affaccia sui maestosi massicci del Monte Vettore e del Monte Sibilla.

La leggenda della Sibilla

La Sibilla Appenninica (detta anche Sibilla Picena o Sibilla di Norcia) è una figura leggendaria appartenente all’immaginario collettivo medievale che narra della Regina Sibilla, la cui dimora è celata in una profonda grotta (chiamata appunto Grotta della Sibilla o Grotta delle Fate) situata sulle montagne tra Montemonaco e Norcia, sulla vetta del Monte Sibilla.
Secondo la tradizione, la Sibilla, sacerdotessa e profetessa, conoscitrice dell’astronomia e della medicina, è la magica regina di un paradisiaco mondo sotterraneo.
La Sibilla si circonda di fate, ancelle dalle fattezze umane, estremamente affascinanti, ma dotate di piedi caprini.
Le fate della Sibilla amano frequentare le feste e i balli a Castelluccio e ogni tanto, di notte e soltanto fino all’alba, scendono a valle lungo la Strada delle Fate, per insegnare alle fanciulle l’arte della filatura e della tessitura.